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Estate

05/08/2008 01:02 in Me, Myself and I, Proud Dani

 

Non senti che tremo mentre canto?
Nascondo questa stupida allegria quando mi guardi
Non senti che tremo mentre canto?
E’ il segno di un’estate che vorrei che non finisse mai

 

Basterebbe soltanto il ritornello di questa canzone dei Negramaro per descrivere come mi sento in tutti questi giorni, con tutte le cose che sono successe e stanno succedendo. E’ anche difficile raccontare, perché sono talmente tante. Mi succede spesso così, e non solo a me, che quando passi un bel periodo pieno e stai bene, non senti il bisogno di soffermarti a raccontare. O meglio, magari vorresti farlo, ma hai talmente da fare che non ti fermi. Diciamo che dal saggio della scuola di musica la mia vita ha preso una svolta importante, confermando certe cose e cambiando altre. Per questo motivo, un post alla volta, racconterò ciò che mi è successo. Anche per me, per ricordarmelo  sempre.


A distanza di giorni, ho avuto modo di rivedermi. Ho preso i dvd di entrambe le esibizioni, quella dell’anno scorso e quella di giugno, e mi sono guardata. Devo ammettere che è stato un flash. Era la prima volta che mi rivedevo. Durante lo spettacolo dell’anno scorso mi sarei sinceramente presa a pugni. Facevo le facce, mi toccavo, strabuzzavo gli occhi, non mi si poteva vedere. Cantavo sedata e pallosissima, irriconoscibile, anche se tecnicamente superiore rispetto a quando stavo con la band. Però lo stesso, mi sarei data un cartone in faccia. Invece, in quella di quest’anno, tutto sommato, mi sono piaciuta. Nonostante tutto. Nonostante la panza da birra, i capelli troppo lunghi, e lo svociamento da troppo lavoro. Perché sì, ero svociata. Nemmeno il cortisone mi ha tirato su più di tanto. Mi sentivo come se mi avessero piallato la voce. Eppure, ero tranquilla. Come se dentro una voce mi dicesse “ok Dani, più di questo non puoi fare, esci e divertiti”. A guardarmi, non sembro tanto divertita. Ho notato che sembra davvero che non mi diverta cantando. Sto lì, in piedi, tutta presa dal fare uscire un suono decente, abbastanza ingessata. Mi lascio andare da metà in poi, quando mi rendo conto che tutto sommato posso farcela, e che, vaffanculo, veramente, mi voglio divertire. Ho anche cantato chiudendo gli occhi. All’inizio per il dolore, poi per concentrarmi meglio. Nel finale della canzone, viene fuori il meglio di me, il meglio che potessi fare. Mi sono rivista, più e più volte. E mi sono piaciuta. Nelle mie imperfezioni, nel mio timbro “tagliente” e sporco, che vorrebbe essere nero ma sono bianca, bionda e piccina. Con tanta passione, forte, più forte delle avversità. Comunque vada, qualunque cosa succeda, sono una cantante. Sono nata cantante. La vita mi ha portato a fare altre cose, e magari ne farò altre ancora, ma sono nata cantante, e questo rimarrò fino alla fine. Sembra poco, ma ora l’ho capito. E me lo sono scritta, sulla pelle.


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Ci vuole un palco

23/06/2008 01:39 in Proud Dani
Ci vuole un palco, e tutto cambia.
Suonare davanti anche 2 persone, ma rimanere alla loro altezza, ti fa sentire un po' un coglione. Basta avere 10 cm di rialzo sotto i piedi ed è tutto diverso.
Ci vuole un palco e magari 3 coriste, ed un paio di anni di studio, e superi anche lo svociamento da corda vocale affaticata.

Lo sapevo... lo sapevo che era lì da qualche parte. La gioia di cantare. Quel sano esibizionismo che ti spinge a metterti davanti ad un microfono e tirare fuori il cuore. Ho passato mesi di crisi, chiedendomi se fosse giusto andare avanti, se avessi veramente un'oncia di talento, se non fosse tempo perso continuare a studiare. Stasera questi dubbi sono stati fugati. Non sono Whitney Houston, non sono Alicia Keys ma ho il mio fottuto timbro. Che magari non sarà il timbro da nera ma so il fatto mio. E sto studiano da due anni, toh, anche 1 anno e mezzo. Fatemi solo tornare in salute la voce, fatemi vedere un foniatra perchè voglio riportare la corda alla tonicità ottimale. Ma stavolta i dubbi non ci sono. Amo cantare, mi piace stare su un palco. Rispetto all'anno scorso, dove ero tesa e legata, è stata tutta un'altra storia. Ridevo, scherzavo, stavo bene. Certo, ripeto, avrei voluto essere al massimo. Ma il feeling iniziale è tornato. Cantavo e sentivo le coriste dietro di me non sbagliare una nota, vedevo la mia insegnante tranquilla (l'anno scorso non l'ho voluta guardare per paura di emozionarmi e sbagliare). Sentivo "mia" la canzone,
Why di Annie Lennox. Sentivo che ce la stavo facendo, che ero al posto mio. Sentivo che potevo farcela, e sentivo che posso farcela: a trovare una nuova  band, a migliorare vocalmente, tutto.

Tornando in piena notte in autostrada, in questa splendida nottata di giugno, ho cantato ancora:
Ain't Got No di Nina Simone, e poi, per finire ho ascoltato quella che per me è la canzone simbolo di ogni cantante, che si sente tale dalla nascita: Questa voce* di Simona Bencini. Stasera, finalmente mii sono riconciliata con la cantante dentro di me.





PS: il saggio è andato bene, siamo stati tutti bravi. Anche e soprattutto gli organizzatori. Un applauso alla Scuoladimusica.org.

PPS: le "mie coriste" sono tre ragazze che hanno una voce fantastica. Veramente, sfonderanno. Una ha vent'anni, un'altra addirittura 13, ed è una cosa fenomenale.

PPS: la mia insegnante, Francesca, quella delle Bencini la canta pure meglio. Così, lo volevo dire.

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Allora.

21/06/2008 22:17 in Proud Dani
Sì, allora.
Domani si canta. Come l'anno scorso, concerto della scuola di musica.
Come mi andrà?
Voglio meglio. Nonostante che la mia voce sia provata dal lavoro e sottotono.
Ma voglio che vada meglio, ed andrà meglio. Perché ho studiato tanto e sono migliorata... e soprattutto è ora che ritorni a CANTARE e non solo a vocalizzare e studiare.
E quindi domani si CANTA.
CANTA, Daniela, CANTA!!!

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La farmacia psichedelica

18/06/2008 00:26 in Anconetanità
Di solito uno si immagina la farmacia come un luogo tranquillo, pulito, rassicurante. Con i suoi simboli visibili e riconoscibili ovunque, la croce verde su sfondo bianco.
No, non la Farmacia dell'Orologio. In un grigio ed afoso pomeriggio di giugno, la sua insegna psichedelica squarcia il cielo plumbeo sul Corso Vecchio e ti catapulta in una dimensione di di parallela fatta di neon multicolori e messaggi subliminali futuristico/cristiani.

E' un richiamo per gli alieni?
Un invito al pentimento e alla conversione?
Sta di fatto che se lo fissi troppo intensamente rischi pure la crisi epilettica: manco per le peggiori luminarie della festa del patrono ho mai visto una cosa del genere.
Magari vogliono dire invece Qui si vendono anche allucinogeni e allora son troppo, troppo avanti.

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Appello ecologista

09/06/2008 10:31 in Pollice Verde Fracico
Fate un favore all'ambiente: non mi regalate delle piante.

Stamattina, mentre sorseggiavo il mio latte+miele davanti al pc, passando in rassegna le email, mi sono ricordata del cactus che ho ricevuto per Natale. Ho buttato l'occhio lì, sulla sinistra vicino al monitor, dietro le casse, ed ho visto un tristissimo sturzigone. Non avevo mai visto un cactus rinsecchito. Non credevo nemmeno fosse possibile, voglio dire, questi vivono nel deserto, in Messico. E invece no, sono stata capace di far morire di secchezza un cactus. Il suo precedente, invece, lo avevo fatto marcire per troppa acqua. Il geranio l'ho decapitato, le rose che mi hanno regalato venerdì sera le ho dimenticate in auto, al caldo di un sabato pomeriggio di giugno. Le ho trovate praticamente bruciate. E si che mi piacciono, le piante, ed ho una grandissima ammirazione per chi le sa curare. Ma per piacere, non me le regalate, non contribuite allo sterminio delle piante grasse.

Mia madre, intanto, lo ha messo in terrazzo, con un goccino di acqua, sperando in una guarigione miracolosa. Sta lì, in mezzo ad un trionfo di gerani rigogliosi, piantine aromatiche, piante grasse cespugliose e rigonfie. Fa tenerezza, tutto secchettino, con quei suoi spuntoni rattrappiti ed il vasetto colorato con i disegni di asini e mariachi.

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Voi non lo sapete

08/06/2008 22:11 in Work in progress
... ma io sto lavorando al template del blog. Era un po' (un anno...) che non mettevo mano a css e compagnia bella. Il primo commento, alla visura della bozza, è stato:

- allora? com'è?
- ... E' UNA VERA MERDA!!!

Sì, ci devo lavorare su.

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brief brief brief

03/06/2008 13:29 in Me, Myself and I
Ciuf ciuf ciuf l'eurostar vaaa.... e poi torna. Necessito di un trolley, piccolo. Non così, più piccolo.
Sono stata abbastanza sconclusionata? Bene, ci deve fare, a presto.

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Il mio X-Factor

28/05/2008 14:33 in Proud Dani
Come già avevo detto in qualche altro post, io ho seguito in X-Factor. Di norma, non guardo la tv, se non per i telegiornali ad ore pasti, ed un estemporaneo film su Sky, di solito robe vecchie. Sono l'incubo snob di tutti gli autori televisivi. Provo un ribrezzo viscerale per i reality show, in particolare per tutti quelli di stampo Defilippiano, soprattutto per quello che si spaccia come "scuola per artisti". Non ho mai sopportato le liti fra allievi, fra professori, gli RVM, i pianti, le scenate, le canzoni rovinate e le banalità a profusione. Soprattutto sulla musica. Ho iniziato a seguire invece X-Factor perchè ero curiosa di vedere come sarebbe venuto fuori in Italia questo format di Cowell, dopo il successo del Mariah clone, Leona Lewis. E, lo voglio dire, mi ha conquistato da subito. Non mi sto a dilungare sui motivi... giusto un pochetto. La musica è la passione della mia vita. Detesto la gente che ne parla a vanvera, con superficialità, e lo stato pietoso in cui è la musica italiana. Questo programma ha permesso a tutti di vedere che non esiste solo Sanremo, Amici e MTV. Ha dato modo di vedere come ragiona un discografico, un conduttore televisivo di successo, ed un musicista che non segue il mainstream. Non ha indugiato su dinamiche personali, storie tristi e patetiche, polemiche montate ad arte, e vissuti di vita quotidiana come andare al cesso e non alzare la tavoletta. Si è parlato solo di musica e cantanti e di industria discografica. Mi sono appassionata talmente tanto che mi ha fatto ritornare la voglia di studiare il canto e la tecnica musicale.
Ma la cosa che più mi ha fatto piacere, è che sono riuscita a condividere la mia passione con altri. E' stato bello il crearsi di un gruppo di ascolto, fatto di scambi di sms in diretta su questioni come  la scelta delle canzoni, l'interpretazione, le sottigliezze tecniche. Non è stato un programma per regazzine, tanto più che si è appassionato persino mio cognato, che come me è un po' fuori dal tempo (per citare Morgan). E' stato un programma partito in sordina, tra i pregiudizi di tanti, e che invece ha conquistato puntata dopo puntata. E da parte mia, lo dico con orgoglio: grazie per averlo portato in tv. Per una volta, una, nella tv italiana alla musica è stata data la dignità che le compete.

Tra l'altro, hanno vinto gli Aram Quartet e poi Giusy, che erano i miei preferiti. Ho appena letto sul Corriere che verrà fatta una seconda stagione, con gli stessi conduttori - che mi sono piaciuti tutti, Facchinetti compreso -  Una sola cosa, per piacere: non cambiate la formula, vi prego, non fatelo diventare un reality. Va benissimo così com'è stato finora, grazie.

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Botta e risposa

26/05/2008 16:54 in Scenette
Postilla, in tempo reale, a questo

- ...che poi, in pausa pranzo, arriva uno e mi fa "Oh! io col pieno di metano ho speso 8 euro!" ... mavaffanculovà!!

- eh ma il metano ti dà una mano!

- in faccia gliela metto quella mano, se me lo ridice un'altra volta...

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Su un piatto d'argento.

26/05/2008 16:17 in Scenette
Il frate è lì, vicino alla macchinetta del caffè
Parla, la promoter gli porge un bicchiere di plastica.
Mi avvicino... uttio... non posso....non posso dirlo... ma non ce la faccio... non resist...

- Padre! Prende qualcosa? Le va UN CAPPUCCINO?

...

No, non l'ho detto, no. Uff.. peccato.

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